Descrizione Progetto

 2° Premio “Portfolio dell’Ariosto 2013”

Fabio Capaccioli

Ho visto il suono di una tromba (2013)

Il lavoro proposto fa parte di una ricerca fotografica in cui lo sguardo è rivolto oltre a ciò che  l’occhio può vedere: ne infrange i suoi limiti e suggerisce un diverso modo di sentire.

Fabio Capaccioli
(Rosignano Marittimo 1956) La fotografia entra a far parte della mia vita, così come la musica, alla fine degli anni ‘70: solitario, autodidatta, inizio a scattar foto ed a “strimpellare” una chitarra. Sono questi i mezzi attraverso i quali cerco di dar sfogo ai miei stati d’animo, ai miei sentimenti e dar vita alle mie emozioni. Poi l’incontro casuale di un amico mi porta a frequentare un gruppo di appassionati della fotografia: “fabbricaimmagini”. E’ l’anno 2005 e da allora quello che potevo definire un semplice interesse si trasforma in vera passione. Condivido le mie immagini con gli amici del gruppo e con loro inizio un nuovo percorso che mi porterà poi a seguire i più importanti eventi nazionali di fotografia d’autore.
Un mio caro amico dice: “… il segno tuo è il non perfetto, il non finito della vita e del mondo, di tutto quello che ti sta attorno, tieni tutto sotto controllo per non disperdere niente per poterlo riprendere sempre.”

Fabio Capaccioli
via E.Berlinguer, 4b
56040 – Santa Luce (PI)
333.7578873
info@fabiocapaccioli.com
www.fabiocapaccioli.com

“Ho visto il suono di una tromba” di Fabio CAPACCIOLI di Santa Luce (PI) 2° Cl. Portfolio dell’Ariosto 2013

(Portfolio composto da 10 immagini a Colori realizzate nel 2013)

con la seguente motivazione:

«Il lavoro di Fabio Capaccioli si inserisce nel profondo filone della Fotografia italiana dei toni alti. Ne supera però l’istanza rappresentativa e va verso un punto di equilibrio tra astrazione e figurazione. Riduce all’essenziale i segni e, attraverso una leggerezza globale, quasi impalpabile, ci suggerisce un’immagine che ingloba una più complessa sensorialità in cui il tangibile e l’intangibile ne sono l’essenza, come la materia e il suo superamento». (L.E.)