Descrizione Progetto

“Lassù” di Beniamino Pisati di Montagna in Valtellina
Premio FOSCO MARAINI per il reportage

Il premio Fosco Maraini è assegnato a un’osservazione intensa ed onesta di un fenomeno complesso che è lavoro e scelta di vita assieme. Un’opera, dalla cifra stilistica chiara e lirica, frutto di un contatto prolungato e attento con gli uomini e le donne, pastori della Valtellina. (D.C.)

“Lassù”

Questo lavoro è ambientato nella terra in cui vivo, nord della Lombardia, nel cuore delle Alpi.
Qui in estate, tra i 1500 e i 2200 metri, la mucche vengono portate dal fondo valle ai pascoli in altura, gli alpeggi, dove la qualità e varietà dell’erba dona ai formaggi prodotti un gusto straordinario.
La lavorazione del latte in quota porta con se difficoltà a causa della morfologia del territorio, non ci sono strade e quasi sempre l’energia elettrica non arriva.
Serve sacrificio, dedizione, fatica, amore per i proprio lavoro. Lassù, ancora oggi, si può ritrovare un ambiente semplice e naturale, peculiare della vita montana, dove ambiente, animali e uomo si aiutano a vicenda: l’alpeggiatore, con i suoi capi di bestiame contribuisce a mantenere pulita la montagna, allo stesso tempo gli animali sono preziosi per l’uomo e si nutrono a loro volta di ciò che la montagna dona.
Un delicato equilibrio, proprio di un mondo rurale senza tempo, profondamente radicato nella cultura valtellinese, che scandisce la vita di questa gente e delle sue vallate.

Beniamino Pisati

Bio:  Beniamino Pisati, nato a Milano nel 1977, vive a Sondrio, in Lombardia. Fotografo freelance professionista, è specializzato in reportage geografici, collabora attivamente con agenzie e riviste di viaggio internazionali. Con le sue immagini ha documentato molte aree del mondo e trattato argomenti come l’AIDS in Malawi e le realtà birmane. Numerosi i premi nazionali e internazionali ricevuti, tra cui il National Geographic contest, vincitore del concorso internazionale “Obettivo Agricultura 2011”, primo posto al Travel Photographer of the Year Contest 2016, due volte finalista ai Sony World Photography Awards.